Storia del Vigneto

La coltivazione della vite, come nella migliore tradizione toscana, era un importante risorsa economica per l’azienda. Si pensi che fino ad una quarantina di anni fa tutti i campi che costituivano l’azienda erano contornati da filari di vite. Agli inizi degli anni 70 mio padre decise di cambiare il metodo di coltivazione, passando ad un sistema più razionale concentrando i vari filari sparsi sulla superficie aziendale in un singolo appezzamento, il vigneto. La produzione di vino fu mantenuta fino alla metà degli anni 80, periodo in cui cominciò la crisi a causa dello scandalo del vino al metanolo. Da quel periodo fino all’inizio del nuovo millennio la produzione di vino si è sempre più ridotta fino a diventare produzione familiare. Nella metà degli anni 90 il vino ritrovò una seconda giovinezza tornando ad essere un bene pregiato e molto ambito attestandosi sulle tavole di molti consumatori sopratutto stranieri. Durante quel periodo stavamo ristrutturando delle antiche case mezzadrili ai fini agrituristici, ma incominciò a maturare l’idea di rinvigorire la coltivazione della vite. Nel 2002, cercando delle pratiche in archivio, trovai dei vecchi appunti di mio padre che riguardavano la sistemazione di un vecchio campo per impiantarci un vigneto. Ho approfondito la mia ricerca e parlando con mia madre ho scoperto che questo campo chiamato “il ranco” (ranco vuol dire campo di montagna) era un tempo coltivato dai mezzadri. Era sistemato a terrazzi ed in cima ad ogni terrazzo c’era piantato un filare di vite con intercalate alcune piante da frutto e di olivo. Chiedendo informazioni ad alcuni dei vecchi mezzadri, ancora in vita, mi hanno raccontato che il vino del “ranco” era famoso nella valle e molti chiedevano al mio nonno di poter avere un po’ di uva per migliorare le caratteristiche organolettiche del loro vino.

Con l’avvento della meccanizzazione agricola, questo campo era stato abbandonato dal punto di vista produttivo, dato che era stato “sistemato” per una lavorazione manuale o al massimo con l’ausilio dei buoi. Mio padre cercò di adattarlo alle esigenze dei trattori e cominciò a prepararlo per diventare un vigneto, ma questo combaciò con la crisi del vino al metanolo ed allora decise di lasciarlo come era. Alla luce di questi fatti e la fine biologica del vigneto impiantato da mio padre negli anni 70, hanno fatto rinascere in me l’idea di sistemare il “ranco” e farlo diventare finalmente il vigneto che mio padre voleva. Il 17 gennaio 2005 sono incominciati i lavori di scasso e livellamento e successivamente sono satate piantate le viti. Durante i lavori di scasso ho ritrovato delle vecchie ceppaie di viti e un vecchissimo olivo che ho deciso di salvare a testimonianza del passato. La speranza è che questo vigneto produca un grande vino in modo da rendere compiuto il progetto di mio padre.

Nel 2005 sono iniziati i lavori di scasso per impiantare l’attuale vigna. Qui sono descritti i lavori che sono stati fatti, dal livellamento del terreno alla piantumazione delle barbatelle … segue impianto vigneto

 

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